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Dal 25 al 29 giugno ho partecipato in Manila al Global Workplace Forum 2019 organizzato dal Movimento di Losanna, movimento nato sotto gli auspici di Bill Graham e di John Stott. Alla conferenza hanno preso parte circa 800 partecipanti, provenienti da 109 differenti paesi. Dall’Italia eravamo presenti in due.

La mattina, fino all’ora di pranzo, tutti i partecipanti sono stati coinvolti nelle sedute plenarie che hanno previsto la lettura e meditazione di alcuni capitoli del libro di Daniele ed il successivo approfondimento della teologia del lavoro nella Bibbia, nonché di casi reali. Siamo stati esortati a vivere ed affermare la nostra chiamata sul posto di lavoro, ad elevarne gli standard di eccellenza, ad espandere l’influenza del Regno in ogni sfera della società. Per ‘posto di lavoro’ non deve intendersi solo quello retribuito, infatti nel corso della conferenza è stata dedicata un’intera sessione al lavoro svolto in casa (dalle mamme casalinghe), al lavoro non retribuito di assistenza agli anziani e della propria famiglia. Due donne hanno raccontato la loro esperienza di mamme casalinghe, le sfide e l’opportunità di dare gloria a Dio anche attraverso questo lavoro svolto al servizio della propria famiglia. La chiamata al riposo è stata anch’essa oggetto di approfondimento. La chiave non è data dalla quantità di riposo, ma dalla sua qualità.

Tutti i partecipanti sono stati distribuiti in tavoli differenti e formati omogeneamente. In particolare, il mio tavolo era composto da altri avvocati provenienti da diverse parti del mondo: Sri Lanka, Regno Unito, Filippine, USA. Alla conferenza erano presenti altri avvocati collocati in altri tavoli, con cui ho avuto modo di parlare e di confrontarmi in occasione delle comuni attività pomeridiane a cui abbiamo partecipato.

Al Global Workplace Forum è stata data ai partecipanti la possibilità di personalizzare la singola partecipazione offrendo l’opportunità di partecipare a singole sessioni su particolari tematiche, ad escursioni, a laboratori di apprendimento, al fine di trasformare le idee in qualcosa di concreto e pratico.

Altra sessione cui ho partecipato è stata quella del “Tentmaking and the Workplace” (“Fabbricatori di tende e posto di lavoro”), che è il ministero che mira a fare sì che la nostra professione secolare possa essere usata sul nostro posto di lavoro, in paesi stranieri diversi da quelli di origine, per portare il Vangelo a gruppi di persone non raggiunte da esso. Il concetto di fabbricatore di tende deriva proprio dalla vita, dal ministero e dallo stile di vita di Paolo. Paolo ha lavorato sodo e ciò era visibile a tutti. In questa sessione l’attività di tentmaking è stata presentata come alternativa al modello tradizionale delle missioni, oltre che economicamente più sostenibile per le chiese.

Riassumendo, posso dire che nel Global Workplace Forum le tematiche sono state ben trattate ed approfondite da relatori davvero preparati.Sono i singoli interventi, le singole esperienze dei relatori, l’esempio di vita di Daniele, il confronto con altri fratelli e sorelle in Cristo ad avermi incoraggiata, ad avermi fatto riflettere per esempio sulla necessità di fissare dei confini, sulla necessità del riposo, sulla necessità di guardare indietro a ciò che Dio ha già fatto e di non sprecare quanto già ricevuto. Sono felice di avere avuto la possibilità di conoscere altri avvocati provenienti da ogni dove, cui ho chiesto consigli pratici, cui ho sottoposto soggetti di preghiera, con cui ho pregato e con cui ho il desiderio di rimanere in contatto. E’ straordinario sapere di fare parte di un unico corpo (la chiesa) che condivide la stessa missione di portare tutto il Vangelo a tutto il mondo, anche se esercitata in posti di lavoro e contesti differenti.

Damaris Marletta