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3000 leader evangelici e 90 paesi rappresentati per discutere insieme dell’evangelizzazione delle aree metropolitane.

Il Jacob Javits Convention Center di New York, dal 24 al 27 Ottobre, ha accolto circa tremila persone tra pastori, leader di chiese e rappresentanti di organizzazioni evangeliche per lo svolgimento del Movement Day Global Cities, il cui scopo era di discutere dell’evangelizzazione delle grandi aree metropolitane del mondo. Il congresso si è svolto sotto l’egida del Movimento di Losanna, un importante network dell’evangelismo mondiale.
New York, hanno fatto sapere gli organizzatori, è stata scelta perché è un microcosmo a sé stante, un crogiolo di etnie e razze diverse, un laboratorio interculturale, dove la chiesa negli ultimi 25 anni è cresciuta del 500% ed è quindi rappresentativa dello spirito del movimento.
La tre giorni, di fatto iniziata lunedì 24 ottobre con una riunione di preghiera presso la Brooklyn Tabernacle e conclusasi con una cerimonia di chiusura la sera di giovedì 27, è stata intensa. Il leitmotiv della conferenza è stato l’invito all’unità e alla collaborazione tra le diverse chiese di ogni
denominazione delle varie città per diffondere l’Evangelo.

Gli incontri plenari del mattino hanno visto avvicendati predicatori e leader di fama mondiale, come Mac Per, promotore del Movement Day Global Cities, sin dal 2010, nonché fondatore e presidente del The New York Leadership Center, un’ organizzazione che ha come obiettivo quello di preparare i leader cristiani perché abbiano un impatto nelle rispettive città.
Tra gli interventi più attesi quelli di Tim Keller, Luis Palau, e Tony Evans.
Tra i momenti più significativi, vanno ricordati sia l’intervista al pastore cinese Zhang Heng, presente alla conferenza con un gruppo di oltre quaranta delegati – cosa del tutto eccezionale dato che in altre analoghe occasioni il governo cinese aveva impedito la partenza ai delegati – il quale
ha raccontato di come, nonostante la persecuzione, la chiesa cinese sia in grande salute ed in grande espansione, sia gli interventi di Leslie Doll e Sona Kazanjian, che hanno parlato della chiesa perseguitata, con particolare riferimento alla Siria e all’Iraq, e della questione del fenomeno
migratorio verso i paesi occidentali, non sempre ritenuti all’altezza della situazione.

Alla conferenza era presente una folta delegazione italiana, con una ventina di partecipanti, tra cui il coordinatore del Centro dell’Alleanza Evangelica Italiana. Affinché vi siano positivi risvolti anche in Italia, è necessario sviluppare una mentalità di collaborazione basata su principi biblici. L’Alleanza evangelica e il Movimento di Losanna sono partner in questa visione.
AEI, novembre 2017
(usato con il permesso)